La sobrietà impagabile di Andrea Mirò

Scritto da Alex Simone, 22-06-2009 09:52

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La touche raffinée della musica italiana al femminile: Andrea Mirò, stile, classe, temperamento nordico ma rassicurante, un balsamo per il cuore e per i sensi. La fenice, sesto album di una carriera cominciata più di vent’anni fa, è generoso di suoni semplici e rilassanti, di testi personali intimi, introspettivi, talvolta al limite dell’ermetismo, in un modo solito di cantare costantemente delicato e felicemente algido.
“Prima che sia domani” induce alla riflessione, a rivedere il presente in virtù di un futuro che inevitabilmente un domani non ci sarà più, così come più che mai “I figli degli altri”, a monte di un sentimento oggi perduto di preoccupazione verso il prossimo, e poi “Dimentica” interpretata insieme al marito Enrico Ruggeri, autore de “La fenice”, il brano che dà il titolo all’album. Due cover: The riddle di Nik Kershaw andando a ritroso negli anni’80 e Hymne à l’amour di Edith Piaf, nella versione di Andrea “timidamente” raccontata, divergendo con l’originale “recitata” della cantante francese. Un album di facile ascolto, mai banale, con la sola pretesa di arrivare all’anima della gente.

Alex Simone

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