Devo dire che nonostante il tempo non sia mai benevolo, l'appuntamento del MEI è sempre un evento al quale non si può mancare soprattutto per chi come noi si occupa di musica. Anche quest'anno la manifestazione si è presentata interessante e ricca di spunti di discussione con la presenza di molti artisti che gravitano nell'universo della musica "indipendente". Il "lay out" si è confermato il medesimo con 3 ambienti dedicati alla musica suonata con all'interno di una tenda il palco diviso in due per consentire una rotazione continua delle band che avevano il tempo di prepararsi e di esibirsi senza perdite di tempo, questo a tutto vantaggio di chi ascoltava in quanto non c'erano tempi morti fra una e l'altra, dando modo quindi per apprezzare il lavoro di molti gruppi e artisti che si sono succeduti nelle tre giornate in programma. Dopo l'esibizione alcuni gruppi e artisti venivano intervistati in un altro spazio in cui c'erano gli stands delle etichette che esponevano il lavoro di produzione e di distribuzione e dove c'era la presenza anche di emittenti radio private. Devo dire che come al solito c'era molta gente, perlopiù addetti ai lavori, ma non mancava la presenza di molti spettatori semplici "utenti" e "consumatori" di musica che non sempre passa nei circuiti più noti, solo per il piacere di ascoltare e semmai conoscere da vicino gli autori e i musicisti che lavorano incessantemente per veicolare e forse cambiare l'accesso a certe tematiche proprie della musica indipendente che se anche con fatica si sta aprendo un varco nella grande distribuzione, creando un movimento sotterraneo ma non troppo con lo scopo di allargare e evidenziare l'offerta artistica e musicale. Il MEI rappresenta oggi il punto d'incontro più importante nel panorama italiano, dove è possibile far incontrare stili e culture musicali diverse, dove è possibile scambiare opinioni e idee a volte contrastanti ma pur sempre edificanti, dove c'è spazio per conoscere e approfondire temi che non sempre sono pubblicizzati e enfatizzati a dovere, dove esiste la possibilità di uno scambio vero fra le varie realtà musicali, sia per chi ascolta musica semplicemente per il piacere di ascoltarla e per chi, come noi cerca attraverso il web, o la carta stampata di dare nuova linfa ad un settore importante nello sviluppo della cultura musicale in genere. E' sicuramente bello vedere come in questo lungo week-end invernale la musica sia al centro di ogni discussione e di ogni progetto tangibile, come lo scambio tra artisti e addetti ai lavori possa far scaturire idee costruttive progetti che magari si trasformeranno in realtà allargando gli orizzonti di entrambi e aiutandosi vicendevolmente a creare un circuito che tende ad allargarsi sempre di più diffondendo quella cultura che più ci piace diffondere. L'articolazione era organizzata in modo che durante il giorno ci fosse la manifestazione vera e propria, la sera invece nel vicino teatro Masini si tenessero concerti e premiazioni varie con la presenza di artisti e gruppi più famosi come Tricarico, Daniele Silvestri che ha festeggiato i 15 anni di carriera, Nicola Piovani e la Badabardò che ha ricevuto il premio Italiano Musica Indipendente, senza dimenticare il premio PIVI per gli eSMEN con la canzone Song for Ced, investendo tutta la città di Faenza di concerti all'aperto e happening di vario genere...una sorte di "notte bianca della musica" che però è durata per tre giorni.DNAMUSIC era ovviamente presente girovagando fra le varie tende e gli stand, cercando di sostenere il lavoro svolto da tutti noi e presentando la nuova veste del Webzine, incontrando artisti e non solo con lo scopo di tenere stretti i rapporti e i legami ottenuti in questi anni, spiegando e diffondendo il nostro modo di sostenere determinati concetti e impegni che abbiamo e che stiamo sviluppando, come la cultura Web 2.0 che di fatto mette in contatto artisti e fruitori di musica, lasciando a questi ultimi la possibilità di "recensire" i dischi e i concerti, che si ascoltano, ma avendo la possibilità di avere un confronto con gli artisti stessi, a loro volta fruitori. La cultura dei "creative commons" che ha avuto anche largo spazio per un dibattito che la metteva a confronto con la SIAE in un incontro-scontro decisamente interessante, al quale anche noi stiamo cercando di dare il nostro contributo con articoli, opinioni e sostegno ai gruppi che lo praticano.